Sabato, 23 novembre 2013Maalox 6 - La poetica del semiasseQualche considerazione sparsa partendo da uno spunto. Ho scritto qualche tempo fa su FB: "La parola deve essere decisa". Ora, dei pochi che
hanno commentato, nessuno ha colto un paio di cose essenziali. La prima
riguarda il vocabolo "decisa", la sua intima ambiguità: decisa come
aggettivo qualificativo?, o decisa come participio passato di una forma
riflessiva? Tralasciando il fatto che la frase è nel primo caso
assertiva e imperativa, nel secondo sibillina e sciamanica, l'altra cosa
è che, con ogni evidenza, in entrambi i casi qualcuno deve pur...
decidere, su questa parola: o riguardo al suo carattere (anche le parole
ne hanno), o riguardo alla sua scelta o selezione. Comunque sia il
problema è tutt'altro che marginale, specie in ambito artistico. Siamo
nel campo del paradigma, per dirla con Jakobson (e prima di lui De Saussure), e cioè là dove chi comunica deve selezionare le sue brave parole. Dopodichè deve decidere (appunto) che farne. Deve scendere cioè sul terreno della combinazione delle parole medesime, per farne una frase (sintagma),
un verso o quel che vi pare. Fin qui tutto regolare: in prima battuta
si fa una scelta "sulla base dell’equivalenza, della similarità e della
dissimilarità, della sinonimia e dell’antinomia" (Jakobson), poi si
costruisce la frase sulla base della "contiguità", cioè della
"accostabilità" delle parole, ad esempio in termini sintattici o di
contesto o logici oppure, in ultima analisi e meglio ancora, di
metonimia. Ma Jakobson aggiunge una cosa interessante, in relazione alla
"funzione poetica" del linguaggio: che essa “proietta il principio
d’equivalenza dall’asse della selezione all’asse della combinazione.
L’equivalenza è promossa al grado di elemento costitutivo della
sequenza”. D'accordo, ma che significa? Intanto, cos'è la funzione
poetica? In parole povere si ha una funzione "poetica" del linguaggio
quando l'attenzione, la cura, l'accento riposti nella selezione (delle
parole) vengono spostati in maniera rilevante - rispetto al messaggio in
sé, al cosa dire - sulla modalità di
comunicazione, quando cioè "nella concreta esecuzione del linguaggio
‘poetico’ l’equivalenza, la similarità degli (tra gli) elementi (parole,
sintagmi ecc.) prevalgono sulla loro contiguità e cioè sulle regole
stesse della successione" (V. Coletti, voce "Lingua poetica", in
"Treccani.it"). Quindi, in parole povere, la funzione poetica del
linguaggio si prende la briga di ricombinare, di rompere o sostituire la
norma, di scegliere ad esempio sulla base del suono invece che della
logica, di deviare. Ovvero si prende la briga di come dire.
E' ovvio che la poesia non sta tutta lì (è uno dei limiti delle tesi di
Jakobson e dello strutturalismo in genere), c'è naturalmente
dell'altro, e lo dimostra il fatto che la "funzione poetica" è lo
strumento principe per l'invenzione di quegli slogan politici o
pubblicitari, così poco poetici, che ci rompono l'anima tutti i giorni
(del resto lo stesso Jakobson avverte che "ogni tentativo di ridurre la
sfera della funzione poetica alla poesia, o di limitare la poesia alla
funzione poetica sarebbe soltanto una ipersemplificazione ingannevole").
Ma alla fine e in estrema sintesi tutto questo discorso vuol dire che è
il poeta a decidere non solo se una parola "equivale" a
un'altra, ma anche se un costrutto, un suono, un azzardato accostamento
semantico hanno diritto di cittadinanza nel testo, se sono equivalenti
quanto e più di una struttura ordinaria. E' il poeta a decidere il suo
personale linguaggio sregolato.Continua a leggere "Maalox 6 - La poetica del semiasse" Giovedì, 12 maggio 2011Autoritratti
(continua qui)
Sabato, 6 marzo 2010Riflessioni di poetica tra il serio e il faceto - di Teresa FerriCosa succede se un illustrissimo poeta ti appare in sogno e pretende di dettarti il "suo" decalogo della buona poesia, suscitando nel contempo il risentimento di un altro poeta non meno illustre quanto irascibile? E' quello che ha immaginato Teresa Ferri, che qui lo racconta.
Così parlò, ma forse un sogno… 10 tesi tra il serio e il faceto (ma non troppo)
Contromanifesto
Un colpo di vento improvviso apre le im
”Inutile che tu ti chieda cosa io voglia da te. Ci puoi anche arrivare, per il Kaiser!”
Teresa Ferri
Teresa Ferri insegna “Teoria e pratica del testo letterario” nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Nel 2001 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie Fiori di corallo (Pescara, Tracce); successivamente Alfabeti a perdere (Roma, Il Filo, 2004); una terza raccolta di liriche, Campanile d’aria, è uscita di recente per i tipi di Carabba (Lanciano). Diverse sue poesie e racconti sono apparsi su riviste e in antologie di poeti e scrittori emergenti. Con Fiori di corallo e con alcune liriche inedite ha vinto diversi premi nazionali e ha conseguito varie segnalazioni. Tra i numerosi studi e contributi critici, si segnalano le monografie su G. Pascoli (Pascoli. Il labirinto del segno. Per una semantica del linguaggio poetico delle ‘Myricae’, Roma, Bulzoni, 1976; Riti e percorsi della poesia pascoliana, Roma, Bulzoni, 1988); su U. Saba (Poetica e stile di Umberto Saba, Urbino, QuattroVenti, 1984); su D. Campana (Dino Campana. L’infinito del sogno, Roma, Bulzoni, 1985) e il volume Le parole di Narciso. Forme e processi della scrittura autobiografica (Roma, Bulzoni, 2003). Sia su scrittori otto-novecenteschi (D’Annunzio, Manzoni, Quasimodo) che su quelli contemporanei (Bossi Fedrigotti, Conti, Duranti, Lunardi e Tabucchi), sono apparsi diversi contributi in riviste e miscellanee italiane e straniere. Infine ha curato monografie, antologie e ristampe di testi letterari di autori abruzzesi dell’Otto e Novecento (E. Marcolongo, D. Ciàmpoli, E. Janni).
Giovedì, 29 maggio 2008Due notizie
Dagli amici di Binasco che si occupano della memoria artistica di Giuseppe Scapucci e del blog a lui dedicato (v. qui) ricevo:
Martedì, 25 marzo 2008Matteo Veronesi - La Grazia terribile del Verbo
Un altro articolo,dopo quello dell'11 marzo,inviatomi da Matteo Veronesi, questa volta dedicato al tema, difficile ma gravido di prospettive, della grazia sotto il duplice profilo etico/metafisico ed estetico/artistico. Colgo l'occasione per ricordare un altro importante articolo (Classicità, sublime, avanguardia) apparso su Absolute Poetry nel febbraio 2007 (v. qui). Ringrazio Matteo e segnalo che il link al suo sito è, da sempre, qui a lato.
La Grazia terribile del Verbo
Come ha sottolineato di recente, nella fondamentale voce "Grazia" della rinnovata Enciclopedia filosofica edita presso Bompiani, un giovane estetologo, Martino Rossi Monti, un nesso sottile ma essenziale congiunge la “grazia” intesa in senso etico e teologico e quella intesa sul piano estetico ed artistico. Se la prima è uno stato che predispone l’anima alla purezza, al candore, alla luce, all’apertura verso il divino nel duplice senso di avvicinarsi ad esso o di accoglierlo in sé, di abbracciarlo con slancio trascendente o come Danae riceverne dalle altezze del cielo il vivificante effluvio, la seconda (enfatizzata soprattutto, in antitesi al preteso “cattivo gusto” barocco, dall’estetica settecentesca, ma già sottesa alla charis, alla raffinata, dotta e studiata eleganza inseguita, in età ellenistica, dalla poetica alessandrina) è, o sarebbe, invece, nell’arte come nel comportamento, nella musica e nella danza come nella parola, qualcosa di non dissimile, forse, dalla “leggerezza” (peraltro un po’ leziosa, stucchevole, scintillante fino all’eccesso) teorizzata dal neoilluminista Calvino nelle Lezioni americane: un carattere di armonia, di equilibrio, di limpidezza, di compostezza e insieme di levità, di alata soavità, di autodominio e di misura garbati, consci, apparentemente spensierati e negletti, e sorretti, invece, da quella che nella teoria dell’esecuzione musicale si definiva “sprezzatura”, cioè dalla capacità di superare ogni asprezza, ogni ostacolo, ogni difficoltà tecnica con una naturalezza e una noncuranza che erano frutto, in realtà, di studio e applicazione assidui (in quest’ultimo senso, l’ideale estetico della grazia non è poi lontano dal precetto dell’”ars celare artem”, dall'ideale di una pascoliana e luziana “naturalezza del poeta” che trae nutrimento e sostegno dallo studio, dalla ricerca, dalla meditazione, e nel contempo le maschera, le alleggerisce, le filtra, fino a dissimularle e a farle quasi scomparire).
Continua a leggere "Matteo Veronesi - La Grazia terribile del Verbo" Mercoledì, 19 marzo 2008
Di Michel Deguy, uno dei massimi poeti francesi insieme a Bonnefoy e Jaccottet, saggista e filosofo, è uscita la prima traduzione antologica italiana presso Sossella Editore (Arresti frequenti. Poesie scelte 1965-2006, a cura di Mario Benedetti), libro che in parte colma un vuoto di conoscenza nei confronti di questo importante autore. Pubblico qui una breve dichiarazione di poetica, inedita in Italia, insieme a due testi. Per la poesia oggi, tre proposte 1. La poesia prende l'ARIA. L'aria, è tre cose: a. la vita; b. l'aspetto; c. la melodia. Non mancare d'aria (da respirare); non mancare d'aria (andatura); non mancare di melodia. E' ciò che ricerca una poesia. 2. C'è un'aria del tempo. La si chiama anche spirito (Weltgeist). Questo spirito non ha niente dello spirito; non è fantasma, nè piccola divinità, nè folletto notturno, nè nè. Questo spirito è il nostro - umano. Posso anche chiamarlo santo, perchè no, a condizione di tradurre la santità in saggezza e in età, in sapere e in giudizio, in psicologia e in amore del bene. La religione ha partorito la teologia. La teologia ha insegnato all'uomo di cosa egli è capace. Ora egli deve riprendersi questa capacità (Feuerbach): antropomorfosi continuata. Io non dico che non ci sia niente altro, perchè, giustamente, tutto è sorgente: la preesistente natura, il profondo universo, l'Essere, le "fonti cristiane" (Simone Weil) e altre. 3. La letteratura, e il suo modo poetico - in breve: la poesia, la cui singolarità consiste in questo: essa è audace, essa si slancia, osa, traccia; essa decide, nomina... - mostra, fa vedere, questo spirito, con il farlo intendere. E' la sua chiaroveggenza, o visione; un tempo indovino, oggi divinante. Essa mostra alle sue compagne, la musica, la pittura, forme di volume, films, nuove attitudini plastiche...Essa è trascinante, essa si allea con. Michel Deguy, « La poésie en France », Confluences poétiques n° 1, Mercure de France, 2006, pp. 44-45. Fonte: Terres de femmes (trad. G. Cerrai)
Continua a leggere "" Lunedì, 11 giugno 2007Davide Nota - La linea marchigiana non esiste
Ricevo dall'amico Davide Nota (e pubblico volentieri) un suo scritto relativo alla questione delle cosidette "linee regionali" della poesia italiana, nella fattispecie quella marchigiana, di cui Davide nega, mi sembra argomentatamente, l'esistenza. Come ho avuto modo di dire privatamente all'autore, credo però (e spero) che il discorso possa essere una base di partenza per una discussione non limitata al solo ambito locale (e geografico), ma allargata anche ad una sovraterritorialità stilistica e tematica.Per chi interessasse, dico che il post a cui Davide fa riferimento nel suo articolo è reperibile, con i relativi commenti, qui: http://golfedombre.blogspot.com/2007/04/la-linea-del-sillaro.html
Continua a leggere "Davide Nota - La linea marchigiana non esiste" Martedì, 5 dicembre 2006Poetica del congiuntivo
(Pagina 1 di 1, in totale 8 notizie)
|
AmministrazioneRicerca veloceARCHIVIO GENERALERecent Entries
Tagsadelphi editore, adriano spatola, alain jouffroy, alessandra sciacca banti, alessandro assiri, alessandro de caro, alfonso berardinelli, alfredo riponi, amelia rosselli, andrea inglese, angèle paoli, antologia, antonio porta, arcipelago itaca, areale italiano, arte contemporanea, avanguardia, bernard noel, bologna, camera di condizionamento operante, carla paolini, caterina davinio, chiara de luca, copyleft, corrado costa, critica, czeslaw milosz, daniele poletti, daniele santoro, danilo mandolini, davide castiglione, davide nota, derek walcott, diaforia, diego conticello, dino campana, domenico ingenito, dominique sorrente, dotcom press, ebook, editrice pequod, edizioni arca felice, edizioni arcolaio, edizioni cfr, edizioni joker, edizioni kolibris, edizioni lietocolle, edizioni oèdipus, edizioni progetto cultura, elia malagò, elisa castagnoli, emilio capaccio, emilio coco, emilio villa, Enrico Cerquiglini, enrico de lea, enzo campi, eugenio montale, eventi, fabio orecchini, federico federici, filosofia, fotografia, francesco balsamo, Francesco De Girolamo, francesco iannone, francesco marotta, francesco muzzioli, franco fortini, gabriel del sarto, gabriella musetti, gemellaggio, georges bataille, ghérasim luca, giacomo cerrai, giampaolo de pietro, gianfranco fabbri, gianni toti, giovanna tomassucci, giovanni giudici, giovanni raboni, giuliano ladolfi editore, giuseppe samperi, giuseppe scapucci, haiku, hanno detto..., HOMEWORKS, ibrid@menti, ibrid@poesia, il foglio clandestino, incerti editori, inediti, italo calvino, ivano mugnaini, jane kenyon, john taylor, l'impero dei segni, lampi di stampa, la vita felice, le voci della luna, lorenzo mari, lorenzo pompeo, lucianna argentino, luigi cannillo, luigi di ruscio, maalox, maeba sciutti, mambo bologna, marco saya editore, maria pia quintavalla, marina pizzi, mario fresa, marsiglia, martha canfield, massimo pastore, matteo fantuzzi, matteo veronesi, maura del serra, maurizio cucchi, michel deguy, mostra, nanni balestrini, narda fattori, natalia castaldi, nathalie riera, news, note acide, noterelle, oboe sommerso, olivier bastide, palazzo albergati, paolo fabrizio iacuzzi, parole in coincidenza, paul celan, pensiero, piero bigongiari, pier paolo pasolini, pisa, pisa university press, pistoia, poesia, poesia americana, poesia di ricerca, poesia francese, poesia inglese, poesia ispanoamericana, poesia italiana, poesia lirica, poesia multimediale, poesia polacca, poesia spagnola, poesia sperimentale, poesia surrealista, poesia tedesca, poesia visiva, poetica, poeti dell'est, poetry slam, politica fragmenta, premio il ceppo, prufrock edizioni, puntoacapo editrice, questionario, raffaelli editore, raymond farina, recensioni, riflessioni sull'arte, riletture, rita florit, rita pacilio, riviste, roberto ceccarini, roberto veracini, roland barthes, rplibri, saggio, salvatore della capa, sandra palombo, scriptorium, sebastiano aglieco, semiologia, stefano guglielmin, stefano lorefice, surrealismo, t.s.eliot, teresa ferri, tradizione, traduzioni, transeuropa edizioni, ugo magnanti, umberto saba, valeria rossella, valerio magrelli, valérie brantome, video, viola amarelli, viviana scarinci, wallace stevens, wislawa szymborska, zona editrice
|





