Davide Nota mi invia da pubblicare (e lo faccio volentieri) alcune sue considerazioni su Saba - in risposta al questionario che Luigi Nacci ha sottoposto in proposito ad alcuni poeti -, con l'intento (sono parole di Davide) di "farlo uscire, perchè altrimenti rimarrebbe nell'oblio e invece credo che ci sia qualche spunto di dibattito interessante". Quanto all'oblio volevo dire a Davide, ma non l'ho fatto, che si tratta di una pia illusione e perciò stesso eroica, per la natura stessa del mezzo, labile e sfuggente. Il lavoro del blogger assomiglia un pò troppo a quello di Sisifo (ma anche quello del poeta, in un certo senso). Elementi di interesse, invece, ce ne sono a iosa, da affrontare però superando certe vischiosità storicistiche della critica accademica per andare a vedere invece, di Saba e di altri "maestri", come ancora vivano nell'esperienza poetica attualissima, dei giovani e meno giovani. E' il discorso, fatto altre volte, su tradizione/innovazione. Spero che Nacci lavori in questo senso.