In memoria di Paul Celan
Deponi queste parole nella tomba del defunto
presso i mandorli e i ciliegi degli uccelli---
minuscoli teschi, fiorite gocce sanguigne, occhi,
e Tu, O amarezza che gli sorreggi il capo.
Deponi queste parole sulle sue palpebre
come eufrasie, come medievali campanule
che fioriranno nell’ombra, questa volta.
Lascia che brillino i recisi tulipani con la pioggia.
Deponi queste parole sulle sue palpebre d’annegato
come monete o stelle, o altri occhi.
Ricopri il cielo rigonfio di macchie di sole
mentre il tuono apostrofa la terra.
Sillaba per sillaba, strappate via e plasmate,
le parole si sono ricomposte nell’angoscia.
E’ l’ora spettrale del rimpianto,
l’ora del vuoto, afflitto ed assoluto.
Deponi queste parole sulle labbra del morto
come ferri ardenti, come lingua di fuoco.
Un’aquila perlustra il cielo in cerchio e grida.
Che Dio supplichi noi per questo uomo.
(trad. G.Cerrai)