Sciagura
per non dimenticare la Pastarmà di bufalo
aggredita dalle vespe che di essa si nutrono
come divorando, bucandole, le budella
sono contenta di ciò che sto osservando
poi il riavviarsi del pensiero
che non è giusto dividere
la voce di tua madre dal corridoio
il rumore delle ciabatte trascinate
non gettare il cibo
lava le orecchie le mani la bocca
sii umile sii ubbidiente
togli questo ago dalla vena
il telefono è caldo
pieno di scarafaggi tedeschi
Fetus
il corpo sussulta
simulazione crescita di muscoli
il rinvigorire delle ossa
il cuore accelera
i 165 battiti al minuto
appare un’immagine del frutto nascosto
quadridimensionale in tempo reale
dovresti poter inghiottire
e digerire dall’inizio
il senso si compie veloce
il cordone ombelicale due arterie una vena
a volte completamente tese
altre volte aggrovigliate
le acque si rompono
la vita comincia
il miracolo muore
Cuore
fino ad oggi è stato un ammasso dormiente
di cellule muscolari
da circa il ventiduesimo giorno una cellula
spontaneamente si è stretta
ha eccitato quelle vicine
provocato reazioni a catena
e tutto il contenitore ha cominciato a pulsare
sono necessari cibo e ossigeno
verso le vene sottili come capelli
ci vogliono molte più risorse
per battere tre miliardi di volte
Rettile
il vivo penetra
io detto le condizioni
lentamente mi oltrepassa
quasi non mi sente
mi avvicino più che posso
tra poco deciderò
inietterò in te
una miscela di neurotossine e anticoagulanti
per paralizzarti e soffocarti
per provocarti una forte
inarrestabile emorragia
tutto in quattro secondi
assimilo il tuo unico odore attraverso il veleno
stringo i denti per il riflesso anche quando
sono morta
non è bello che di tutto questo mai
tu non possa dubitare
La natura selvaggia
la dea madre gelata è potente
la penso come un'entità viva
tutte le piante sono rannicchiate
gli animali sono in attesa
guardano e non si muovono
questo rito è importante
più importante della vita
ci prepariamo all'immersione nelle acque
tutti sperano
che la ragione umana venga a galla
bagnata e pura
siamo verdi o moriamo
Uccelli
due mettono su famiglia
hanno un figlio
per lungo tempo sono innamorati
una notte giacciono
nel loro letto
lei si alza
dice che se ne va
nel dormiveglia lui non sente bene
richiude gli occhi
lei vola via dal balcone
muore
senza spiegazioni e senza essere capita
Errore
trovo una spiegazione nella tua deformità
comprendo perché doveva accadere
perché io l’esemplare normale persino bello
e tu no
stesso cibo e stesso ambiente
io sono il sano e tu l'ammalato
avvengono delle deviazioni nel divenire
così rilevanti
da generare anomalie
la reciprocità stabilita dei geni è distrutta
questo però accade in modo così rigoroso
da far immaginare la stessa situazione
ad un determinato intervallo di tempo
ripetersi al posto nostro
Vita oltre la Terra
«Noi non siamo animali genetici»
lui mi ha fornito gli stessi insegnamenti
siamo alla pari non abbiamo occhi
non è necessario nulla
allora io decido con tutta
la mia stoltezza e abnegazione eterna
di creargli di nuovo un occhio
possiamo farlo vero lo faccio
in qualche modo continuo a pensare
che sia possibile paragonarsi ai batteri
del Mar dei Sargassi
visto che la vita è comunque cominciata
una volta quasi senza niente
ed era una vita
bene, ora non posso restituirgli
gli occhi che per gradi sono scomparsi
ma lui se li ricorda
glieli do e già lo dimentica
perché la natura ha scelto noi mia cellula
sto gridando nelle tue orbite vuote
tutti ci hanno voltato le spalle
sanno che non ha senso disobbedire
o piuttosto essere perplessi
in ogni caso è un segreto
e a noi hanno insegnato
a non bere l'acqua
a non respirare
per essere in piena sicurezza
a non bere l'acqua
a non respirare
per essere in piena sicurezza
Essere umano
a A.
mi trovo a 2130 metri di altezza sul livello del mare
in altre parole sono seduto sull’abisso del mondo
tutto è ricoperto di vulcani e geysers
che vomitano vapore acqueo e acqua infuocata dallo zolfo
e di nuovo mi ricordo e ti chiedo come siamo arrivati a questo
punto
rigiro la roccia ti indico
ti mostro il letto pieno di batteri
caldo e poco profondo l’ambiente è lo stesso
spero che questa volta non sopraggiungano improvvisi
cambiamenti
che non ci siano complicazioni e mutazioni
che alla fine si chiuda
che le pinne dei pesci
non mutino
in arti
che non escano dall'acqua serpenti e rettili
che ad alcuni di loro non crescano le piume
che non diventino volatili
che il miracolo dell’evoluzione non accada
che non appaia l’uomo
che tu non appaia di nuovo
che sia soltanto io ad apparire
Ultimo
Sei arrivato da me
per rompere i volatili
l'hai fatto così
in modo teatrale, da eroe
hai spezzato il collo
a tutti i miei oggetti
con quelle tue mani
con le quali per principio solo dipingi
nemmeno tocchi
tutti ti hanno visto
ti hanno visto!
ho reso torbidi i tuoi fiumi
tre volte e più
mi sono portata morta
sulla riva del mare
ho gridato e credo di aver
alzato la mano per colpire qualcuno
Mi sono ricordata solo
che per te ho scritto
delle torture d’amore
Non posso credere
che lo sto facendo di nuovo!
Note
- La Pastarmà di bufalo è un tipico insaccato bulgaro.
- La Pastarmà di bufalo è un tipico insaccato bulgaro.
- «Sei arrivato da me / per rompere i volatili». Si tratta di volatili
decorativi di legno appesi al soffitto o al muro. Si è immaginato che
fossero, appunto, così: decorativi ed appesi al soffitto o al muro.
Beloslava Dimitrova è nata il 2 aprile del 1986 a
Sofia, Bulgaria. È laureata in Lettere, Filologia tedesca e
Comunicazione. Per alcuni anni ha lavorato alla Radio Nazionale bulgara
come conduttrice di un programma pomeridiano orientato ai giovani
ascoltatori; dal dicembre del 2016 lavora come giornalista per il sito
"Sofia Live".
Alcune sue poesie sono state pubblicate in vari giornali, riviste online e cartacee (tra queste: "Granta", edizione bulgara della rivista internazionale) e lit-blog (come "Cartesensibili" e "Atelier online", dove i suoi testi sono stati tradotti in italiano). Alla fine del 2012 è stato pubblicato il suo primo libro di poesie Начало и край (Inizio e fine) edito dalla Casa editrice dell’Università degli studi di Sofia. Nell'aprile del 2014 è poi uscita la raccolta di versi .Дивата природа ( La natura selvaggia, Edizioni “Deja Book”) che, nello stesso anno, è stata prima nominata e poi premiata nell'ambito del Premio nazionale di poesia per un libro edito "Ivan Nikolov".
Alcune sue poesie sono state pubblicate in vari giornali, riviste online e cartacee (tra queste: "Granta", edizione bulgara della rivista internazionale) e lit-blog (come "Cartesensibili" e "Atelier online", dove i suoi testi sono stati tradotti in italiano). Alla fine del 2012 è stato pubblicato il suo primo libro di poesie Начало и край (Inizio e fine) edito dalla Casa editrice dell’Università degli studi di Sofia. Nell'aprile del 2014 è poi uscita la raccolta di versi .Дивата природа ( La natura selvaggia, Edizioni “Deja Book”) che, nello stesso anno, è stata prima nominata e poi premiata nell'ambito del Premio nazionale di poesia per un libro edito "Ivan Nikolov".
Beloslava Dimitrova - La natura selvaggia - Arcipelago Itaca Ed., 2017




