Dopo Davide Nota (v. post più sotto) anche Matteo Fantuzzi mi invia (e lo ringrazio) le sue risposte alle domande poste da Luigi Nacci su Umberto Saba. Insieme a quelle di Sannelli e Cepollaro (v. link più sotto) cominciano a dare un quadro interessante (e anche diversificato) della percezione dell’opera di Saba da parte delle ultime e penultime generazioni.
Questionario su Umberto Saba
Ritieni che Umberto Saba possa essere considerato uno dei poeti maggiori del Novecento italiano? Che tu risponda sì o no: per quali ragioni?
Credo che Saba come Montale abbia influenzato molto il Novecento poetico italiano. In questo vedo l’importanza di Saba e credo che questo lo metta all’interno di quel filone “maggiore” proprio perché la sua opera s’è collocata all’interno di quel percorso che poi nel bene o nel male s’è dimostrato dominante negli ultimi anni del Novecento e che ancora oggi troviamo come maggiormente accolto all’interno della Poesia Italiana e guardo particolarmente alle nuovissime generazioni che sembrano davvero molto vicine a Saba se per esempio prendiamo come riferimento un’antologia come Nuovissima Poesia Italiana (Mondadori, 2004)
Che cosa hai letto di suo?
Ho letto tutta l’opera poetica, mentre non ho mai letto nulla per quello che riguarda la prosa (deformazione professionale…)
Hai deciso di leggerlo per caso, curiosità, perché ti è stato imposto a scuola o all’Università, dietro consiglio di altri, o per qualche altro motivo?
L’ho letto perché ho cercato nella mia formazione di coprire tutte le esperienze del Novecento, sarebbe stato inutile fare Poesia oggi senza il senso di quello che è stato, e che è stato soprattutto nella storia recente. Vedrei con una certa difficoltà la comprensione personale ad esempio della Linea Lombarda proprio se non la inserissi all’interno di un percorso e di una modalità: quel proprio vivere, quell’esperienza personale che diventa Poesia e in un certo senso mira a descrivere in senso corale, mira a fotografare al di là dell’esperienza personale, ecco tutto questo ribadisco viene fortemente da un lavoro come quello di Saba e non possiamo non averne coscienza.
Quali sono, secondo te, i punti forza e le debolezze della sua opera?
Quelli che sono i punti di forza di Saba sono anche in fondo i suoi limiti, anche se dobbiamo sempre considerare che mentre Saba faceva Poesia i propri dirimpettai erano i futuristi, ma anche quel D’Annunzio di cui Saba è stato prima grande ammiratore e dal quale rimarrà profondamente deluso. Il rifiuto netto e preciso dell’ipertrofia futurista se da un lato quindi lo porta a un’esperienza radicalmente differente dall’altro lo invagina verso un’opera sempre mite, senza sussulti, scarti e grida che rischia di appiattirsi nel suo complesso anche se la rende (e in fondo anche questa è forza) tremendamente umana e in grado di essere letta non solo da pochi eletti, è una sorta di “democrazia” nella fruizione di Saba che in questo caso non è stata poi così appresa dalle ultime (o meglio, dalle “penultime”) generazioni che hanno spesso optato per la cripticità.
Quale verso e/o lirica ritieni particolarmente significativo/a?
Proprio per i rimandi e quanto sopra già detto ritengo particolarmente significativa una Poesia come “C’era” che si trova in “Ultime cose” e che mi ricorda proprio modalità e atmosfere che ad esempio si ritrovano ne “Il disperso” di Maurizio Cucchi libro che segnerà assieme a “Ora serrata retinae” di Valerio Magrelli molto del modo di intendere gli ultimi vent’anni del Novecento e anche molto di questo primo decennio degli anni Duemila. Va secondo me ulteriormente sottolineata questa atmosfera familiare, privata, ma di un privato che non si esaurisce con la mera descrizione, l’esemplificazione viene sempre (o quasi) utilizzata da Saba per parlare anche d’altro, per descrivere “l’attorno”, le atmosfere. E questo appunto del Novecento è un punto decisivo.
Cosa pensi della sua produzione in prosa? Ritieni abbia una rilevanza perlomeno pari a quella in versi? Che tu risponda sì o no: per quali ragioni?
Purtroppo sono ignorante in materia.
C’è, secondo te, un aspetto della sua opera che non è ancora stato messo ben in luce dalla critica?
Credo che Saba sia stato bene analizzato dai critici che se ne sono occupati, penso ad esempio al lavoro di Lavagetto. Se proprio si deve porre un accento di novità insisto che non va posto sull’opera di Saba, piuttosto su quanto le modalità e la lezione di Saba siano presenti in tutta una parte del corpo delle ultimissime generazioni, è un discorso che si sta vedendo in maniera sempre maggiore nei confronti di Montale, ma che ancora manca per quello che riguarda appunto Saba e che forse con quest’ultimo avrebbe ancora più senso anche per un certo modo di intendere la cosa poetica, con un Poeta non più necessariamente presenzialista, necessariamente all’interno di un centro di potere, ma in grado di fare Poesia anche all’interno di un contesto minimo, di Provincia, di situazione privata. Un Poeta che è perché parla con la Poesia in maniera quotidiana, e non perché muove dei fili. Se riusciremo a fare emergere questo particolare credo avremo fatto molto per restituire a Saba il ruolo che merita all’interno del sistema letterario del Novecento.
La lettura delle sue opere ha inciso nella tua formazione letteraria? Se sì, in quali zone della tua poetica e della tua scrittura credi che ciò sia ravvisabile?
Non in maniera consapevole, ma credo che la capacità di vedere le cose “dalla base” e non dalla cima dell’ego sia assolutamente dovuta proprio al suo lavoro. Non c’è la “sim – patia” che trovo con altri tipi di ricerca (sicuramente ai margini nel complesso delle esperienze del Novecento) ma sono conscio della necessità di condividere e ragionare attorno lavoro di Saba e soprattutto della necessità di nutrirmi dei suoi esiti.
Chi è oggi in Italia, secondo te, il poeta che ha raccolto il suo magistero, e perché?
Non c’è a mio parere un vero “allievo” di Saba, sicuramente se guardo giovani poeti, anche differenti, come per esempio Mario Fresa, Matteo Zattoni, Fabrizio Bernini o Alberto Pellegata ecco che ritrovo molto dell’insegnamento di Saba.
Saba è ancora attuale, nel 2007?
Certo che sì !
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Tracciato: Ago 17, 12:36